A favore della buona educazione

Poco tempo fa ho accolto, costernata, lo sfogo di una mamma, che mi confidava di vivere dubbi e perplessità circa il proprio metodo educativo. Un’amica l’aveva accusata, infatti, di crescere un figlio troppo educato e le imputava di volerne fare un “debole” in una “realtà di lupi”. 

Da che mondo è mondo, la cattiveria e l’egoismo sono sempre esistiti, ma oggi, in un periodo in cui per molti conta soprattutto l’apparenza, i beneducati e i rispettosi vengono scambiati per ingenui e inadeguati. Per molti essere educati significa essere obsoleti; chi usa le buone maniere è giudicato “fuori dal tempo”. Purtroppo, l’arroganza e l’egoismo sono diventati quasi di rigore… ma è un grave errore che un genitore giustifichi atteggiamenti di prepotenza e villania, per il semplice motivo di adeguarsi o con la pretesa di educare il  proprio figlio a essere forte. È soprattutto in famiglia che s’insegnano le regole fondamentali. La vera forza di una persona consiste nella fermezza, nella decisione… non nella prevaricazione! È con l’esempio che si educa. La buona educazione trasmette valori veri e lo fa anche servendosi delle parole del rispetto. Insegnare ai propri figli a dire: “grazie”, “scusa”, “mi spiace”; far conoscere l’importanza di chiedere: “per piacere” e, perché no, quella di dare del “lei” a un adulto, fortifica, insegna a limitarsi e favorisce la considerazione di sé e dell’altro. Rispettare quelli che ci stanno intorno, significa prestare loro attenzione, riconoscere loro i nostri stessi diritti; saperli ascoltare, aiuta a formarsi una coscienza sociale. Non scordiamo che noi, come i nostri bambini, siamo componenti attivi della società ed è dal comportamento del singolo che dipende il grado di civiltà di questa.

Angela Civera

visita il sito dell’autrice http://angelacivera.tumblr.com/

http://www.freedigitalphotos.net/

 

Archiviato in:

Devi eseguire il log-in per inserire un commento.

Crediti